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Forti Piemonte: le principali da Alessandria a Cuneo

Alessandria

  • Forte di Gavi: Il forte, che sovrasta l’abitato di Gavi, sorge sul luogo di un Castello la cui esistenza è testimoniata fin dal 973. Nel 1191 Enrico VI, figlio di Federico I Barbarossa, donò in feudo alla Repubblica di Genova il Castello ed il Borgo di Gavi con le relative dipendenze. Seppure fra alterne vicende il Castello rimase dominio genovese sino al 1418, quando la proprietà passò sotto la Signoria dei Visconti di Milano. Da questi, passò ai Fregoso e poi agli Sforza, per poi essere trasferita ai Guasco che rimasero feudatari fino al 1528.

Nel 1528 il conte Antonio Guasco vendette alla Repubblica di Genova tutti i suoi diritti su Gavi: la repubblica ne ebbe così nuovamente il possesso, data della sua soppressione e annessione allo Stato Sabaudo.

 

Cuneo

  • Forte Albertino di Vinadio: uesta imponente costruzione fu fatta erigere a partire dal 1834 da Carlo Alberto di Savoia per sbarrare il passaggio di eventuali truppe francesi dal Colle della Maddalena. Il progetto costò la distruzione di gran parte dell’antico paese, durò 11 anni, vide l’impiego di circa 4000 uomini, costò soldi e sacrifici, ma non venne mai realmente armato. Il solo utilizzo accertato fu quello di carcere per centinaia di Garbaldini fatti prigionieri nella battaglia dell’Aspromonte. Il Forte ha una lunghezza in linea d’aria di circa 1200 metri. Il percorso, che si snoda su tre livelli di camminamento, si aggira sui 10 km ed è suddiviso in tre fronti: Fronte Superiore, Fronte d’Attacco e Fronte Inferiore.
    Il Fronte Superiore e quello Inferiore sono costituiti principalmente dalle Casematte. Il Fronte d’Attacco munito di un rivellino era invece l’unica via di comunicazione che si apriva al paese, detta Porta Francia, e che costituiva anche la strada principale per raggiungere il Colle della Maddalena. A partire dal 1900 per il Forte di Vinadio iniziò il declino: prima divenne caserma, poi magazzino d’artiglieria ed infine nell’ultimo dopoguerra subì numerose distruzioni e spoliazioni. Oggi è stato ristrutturato e ospita le mostre permanenti “Montagna in Movimento” e “Messaggeri Alati”.

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